Primo Agosto
La signora stamattina mi aspettava. Seduta sul suo sgabello basso da gran maitresse dei bordelli parigini di fine ottocento, un'aria da pastore maremmano, lo sguardo ghignante che ripete perpetuo "io possiedo". Primo del mese. Mi ha detto quel buongiorno da primo del mese, con quel sorriso largo da primo del mese, con quella bella faccia di... sempre. Signora vengo nel pomeriggio. Uh figurati, non ci pensare, pure un altro giorno. Vorrei proprio vedere. Fino a stesera sarò un sorvegliato speciale. Se entro, se esco, beccherò lei o il marito, o quel gran lavoratore del lavoro lavorato del figlio. Mamma chiatta e zizza piena si dice a Napoli. Ma lasciamo perdere. Il conflitto di classe è una cosa troppo complicata per un blog. Dopo scendo. Andando verso il razionatore automatico di moneta passerò dal bar. Nel centro storico c'è un amico di mio nonno che fa un caffè che pure i miei amici arabi scoppiettano il palato e si leccano le labbra all'uscita.Del resto, ci vuole un pò di zucchero per prelevare 280 euro e portarli dritti dritti alla signora.

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